Lunedì 24 Gennaio 2011

Lui era un senzatetto, sulla sessantina, italiano. Un passante l’ha trovato, probabilmente già morto, ieri mattina, avvolto dalle coperte in un tratto di viale Giulio Cesare, poco distante da piazza Risorgimento, a pochi passi da San Pietro. Trasportato da un’ambulanza al Santo Spirito, i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso (che risaliva ad alcune ore prima). Morto dal freddo? E’ presto per dirlo: sarà necessaria l’autopsia, sul fatto però che in questi giorni la temperatura è molto rigida non ci sono dubbi. «Era rattrappito nelle coperte», ha raccontato alla polizia la signora che ha trovato il barbone adagiato su viale Giulio Cesare all’altezza del civico 108, a pochi metri dalla scuola elementare “San Giovanni Battista” e dalla piccola chiesa di “Maria Santissima Assunta” delle suore battistine. L’uomo era privo di documenti e quindi non è stato ancora possibile stabilirne con certezza l’identità: robusto, capelli bianchi e barba. E’ assai probabile però che si tratti di Giuseppe, un uomo sulla sessantina, che fra l’altro era l’unico senza fissa dimora ad occupare quel tratto di marciapiede. Una suora della scuola si commuove a pensare a Giuseppe. «Era una persona colta e non è poco - dice la religiosa - Aveva i capelli arruffati e la barba incolta ma vestiva sempre in camicia e giacca». A rimanere davvero male, una volta saputo che il barbone morto molto probabilmente è Giuseppe, è anche un’insegnante della scuola elementare. «Che brutta notizia. Ecco perché oggi non l’ho visto - dice commossa l’insegnante - Ricordo che leggeva molto. Aveva sempre un libro in mano e una bottiglia di birra vicino. Poi sapeva più lingue. Quando chiedeva l’elemosina salutava in italiano, in tedesco e spagnolo. Quell’uomo aveva davvero una sua dignità». Gli agenti del commissariato Prati, diretto da Bruno Failla, sono rimasti sul posto per ore per trovare qualche certezza sull’identità del cadavere che, appunto, sembrerebbe proprio quello di Giuseppe anche se non c’è una conferma ufficiale. «Difficile dire se sia morto di freddo - commenta un medico -. Sarà l’autopsia a stabilirlo. Certo il freddo intenso di questi giorni può avere influito su uno stato di salute già fragile dell’uomo che nonostante fosse anziano viveva in strada».

Pensieri per Giuseppe

A Giuseppe da un portatore di handicap

Ubriaco, di sonno e fumetti, sei scomparso

disteso pistolero d'una libertà

che si tinge ad incubo,

sotto la pioggia e la birra;

gocciolanti sepolcri della fine.

Ti detti un ombrello, un parapioggia,

per metafora al tuo sogno ripiegato.

Ma tu moristi,

già prima di oggi,

prima di queste mezze parole,

moristi nel fisso cilindro dei tuoi occhi,

socchiusi in una neve di torpore.

E il tuo nome si richiude nel mantello,

nella coperta che lo cancellarono,

appena udito, appena conosciuto,

come un fiore posto in ritardo.

 

2 parole per Giuseppe

Giuseppe mi ha sempre colpito per la sua bontà. Voglio ricordare solo un episodio che vide Giuseppe ai funerali di Emilio un grande volontario della nostra parrocchia, attraversare la chiesa gremita di amici di Emilio e portare un mazzo di fiori sulla bara: era l’obolo della vedova, tra i tanti “scribi” presenti. Anche il suo affetto per Lucia, ricambiato, era commovente e fantastico. Sarebbe bello se le istituzioni avessero concesso loro l’affitto di 1 camera per poter vivere insieme come volevano. Ma le istituzioni sono assenti…pensano ad altro!...lasciano che a tutti i senza fissa dimora pensino persone come noi che oggi siamo qui. Anzi addirittura vengono costruite delle giustificazioni morali : chi diceva di fare così e colà, di non bere…a tutti quei grilli parlanti di cui il mondo è pieno, vorrei ricordare quanto Giuseppe aveva sofferto e soffriva…60 anni di sofferenze! A chi diceva che a lui piaceva così, stare per strada…direi di tacere. Non poteva scegliere se andare al mare, se cenare prima, andare al cinema invece del teatro…perciò stiamo zitti! Spero che per lui ci sia una ricompensa proporzionale alle sue sofferenze…ma, in questo momento, io per la mia miseria, ho uno stato d’animo e dei sentimenti più vicini a quelli della moglie di Giobbe.... Rispetto e onore a Giuseppe che con la sua dignità ci ha insegnato tanto!